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    November 12

    ce la farò???

    CARISSIMI MIEI...OGGI è MORTO IL PADRE DI UNO CHE PIù O MENO è MIO AMICO...E SINCERAMENTE ANCHE SE NON LO CONOSCEVO CIò MI HA SCOSSA MOLTO...COMUNQUE, APPARTE CIò, VOLEVO DIRVI CHE STO CERCANDO DI SMETTERE DI FUMARE...CE LA FARò? AUGURATEMI BUONA FORTUNA!!!!!!!
    Burpina

    angela, la vecchia sandy e la nuova sandy

    I – Angela, la vecchia Sandy e la nuova Sandy

     

    Si diceva dunque che era un giorno di festa, o almeno convenzionalmente lo era. La sera precedente Sandy era andata a dormire dalla sua amica, più grande di lei di un anno, Angela (o almeno questo è ciò che aveva detto), con la quale aveva, allegramente e senza problemi, speso tutta la sua settimanale in cocktail di vario gusto e colore e fumo di diversa provenienza, dopodichè, successivamente a vari sintomi provocati in lei da un abuso di alcool, era andata a cavallo, se così vogliamo dire e se volete ben intendere, con un ragazzo, tale Marco Sandrelli, ventunenne bello e strafottente al punto giusto, che frequentava da un mese, il quale amava molto cavalcare con la nostra biondina. Lei, dal canto suo, ricambiava con lo stesso entusiasmo in quanto lui era stato il suo maestro, cioè colui che le aveva insegnato a cavalcare. Dopo la cavalcata ai due piaceva fumare uno spinello e poi fingere di essersi appena conosciuti, quindi fare un nuova cavalcata e poi assopirsi abbracciati e senza pensieri e dormire fino a tarda mattinata come due mattoni, senza il minimo accenno a svegliarsi prima che fossero le tre di pomeriggio, ora in cui Sandy riprendeva la sua roba e tornava alla base.

    Beh, tornata sotto le grinfie protettorie del padre Mario e del caporaletto, identificato con il nome di mamma Renata, dopo una serie di domande trasformatasi in un interrogatorio durato una buona ora, Sandy filò in camera sua e telefonò ad Angela. Anche Angela, dopo le bravate che (e non cercate di dire di no) tutti facevate a quell’età, era andata dal suo boy della serata (in teoria era, ovviamente, a dormire da Sandy).

    Era una strana tipa Angela. Indubbiamente era una delle ragazze più in vista ed invidiate del liceo Mazzini, e su di lei giravano svariati pettegolezzi. Mi limiterò però a riportare soltanto ciò che riguardava la sua amicizia con Sandy.

    Le due guerriere della notte, a loro piaceva farsi chiamare così, si conoscevano, per quello che a loro sembrava, da una vita, ma in realtà si conoscevano soltanto da quattro anni. Infatti il loro percorso insieme era iniziato quando Angela era precipitata nella vita di Sandy all’inizio della terza media. Sandy ne aveva già sentito parlare in quanto, come si sarà inteso, era una persona di grande popolarità. Ebbene, lo spirito scansafatiche di Angela l’aveva portata alla bocciatura in terza media, traguardo che, per quanto possibile, ne aveva accresciuto ancora di più la fama. Appena Sandy l’aveva vista varcare la soglia della sua classe, aveva subito capito che doveva, in un modo o nell’altro, diventare amica di una così ganza e rispettata, ma non un’amica qualunque: lei voleva essere la prescelta, quella con cui Angela avrebbe condiviso tutto, nel bene e nel male, nel travagliato periodo che avrebbero vissuto di lì agli anni a seguire. Così, raccolto il suo scarso coraggio, scansata per un attimo la sua timidezza, con la voce migliore che le venne in quel momento (e tutto sommato non andò poi così male), si era alzata in piedi e, con il volto seminascosto dagli occhiali, aveva affermato che, se voleva, la nuova alunna poteva sedersi nel posto affianco a lei, rimasto vuoto in quanto la classe vantava, prima dell’arrivo della nuova compagna, un numero dispari di studenti e i banchi erano da due posti. Angela l’aveva guardata con una sorta di sorriso (che Sandy non riuscì mai a capire se fosse stato scaturito dalla felicità o se piuttosto fosse un ghigno di pietà e derisione). Fatto sta che la ragazza si era seduta vicino all’ancora timida e sfigata Sandy.

    Quel pomeriggio Sandy l’avrebbe ricordato sempre con gioia. Le due neo-vicine di banco l’avevano passato insieme, e Sandy era stata quasi obbligata a comprare delle lenti a contatto e a buttar via buona parte del suo guardaroba. Inoltre aveva appreso che i compiti a casa erano superflui e che se voleva comportarsi da dura doveva cambiare atteggiamento. Ma Sandy non seguì i consigli di Angela in tutto, e fu proprio per questo che divennero amiche.

    Negli anni successivi avevano sempre condiviso tutto: gli interessi, il letto, la scuola (infatti Angela era una capra e la nostra Sandy cercava di fare anche l’impossibile per suggerirle tutto), e, una o due volte, persino i ragazzi.

    Dal canto suo, Angela l’aveva inserita nella società, facendo di lei, dal brutto anatroccolo che era, non un cigno, ma per lo meno un bell’anatroccolo. A volte Sandy avrebbe però voluto essere come la sua amica: un cigno. Una volta avevano misurato le lunghissime gambe di Angy, ed erano davvero lunghissime: ben 90 centimetri contro gli 80 di Sandy. Inoltre Angela era talmente bella che sembrava un’attrice: mora, occhi verdi, carnagione olivastra, altissima e magra con tutte le curve al posto giusto. Sandy invece era piccolina, bionda ma con gli occhi neri, la pelle dal colorito pallido e poche forme, ma su un fisico comunque molto snello, grazie alla palestra, che praticava da quando Angela glielo aveva suggerito.